Cure palliative: servono linee guida per l’applicazione della legge

Ha un’eta’ media di circa 64 anni, e’ prevalentemente donna, attende di solito piu’ di 3 mesi dalla comparsa del dolore prima di richiedere una visita e 3 volte su 10 necessita di qualcuno che l’assista nelle attivita’ quotidiane. E’ l’identikit del paziente che accede ai centri di terapia antalgica, dove viene indirizzato dal medico di famiglia (38% dei casi) o da un familiare (24%).

Pur con qualche disparita’ tra Nord e Sud, e’ positivo il giudizio che i cittadini oggi esprimono verso queste strutture, alle quali richiedono medici competenti (22%) ma, soprattutto, terapie analgesiche efficaci (36%); sul fronte della cura, tuttavia, permane in una parte degli specialisti un atteggiamento oppiofobico.

Questo il quadro che emerge da una ricerca condotta dall’Associazione pazienti Vivere senza dolore, in collaborazione con la Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative, su 1.617 malati in cura presso 88 centri di terapia antalgica e ambulatori specialistici di tutta Italia. La survey e’ stata illustrata nel corso del convegno ”La Giornata senza dolore”, promosso dall’Associazione con il grant incondizionato di Mundipharma.

Presenti all’incontro anche l’Assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, e numerose Associazioni pazienti e di volontariato, confrontatesi in una panoramica a 360 gradi sul dolore nelle sue diverse manifestazioni: dal dolore reumatico a quello oncologico e del malato terminale, dalla sofferenza in eta’ pediatrica a quella nell’anziano, dal dolore da parto a quello, in generale, che colpisce le casalinghe.

A 9 mesi dal varo della Legge 38, la sofferenza inutile resta una questione dibattuta e di grande attualita’, che interessa 15 milioni di italiani, con implicazioni non soltanto cliniche ma anche culturali, etiche e sociali. Le Associazioni intervenute hanno espresso vivo apprezzamento per la nuova normativa: un risultato concreto che ci pone all’avanguardia in Europa, anche se c’e’ ancora da lavorare, per garantire ai malati di dolore un’assistenza sanitaria uniforme in tutto il Paese e vincere le resistenze culturali verso i farmaci oppioidi.

”Abbiamo fatto molta strada in questi 9 mesi e la soddisfazione dei cittadini per i centri di terapia antalgica ne e’ una riprova”, ha affermato Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative. ”Purtroppo ieri, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, le linee guida gia’ approvate da Commissione Ministeriale, Consiglio Superiore di Sanita’ e Ministero dell’Economia non hanno avuto il via libera dalla Regione Lombardia, seguita dall’Emilia-Romagna, a causa di un livello di dettaglio del documento che non tiene conto dell’autonomia regionale. Prendo atto con sorpresa e amarezza di questo passo, che riporta l’applicazione della Legge 38 indietro di 6 mesi. Potevamo essere operativi nel giro di poche settimane; ora cio’ non sara’ possibile e il lavoro svolto finora dal Ministero della Salute e dalla Commissione dolore rischia di essere vanificato. La mancata applicazione delle linee guida per l’attuazione della Legge 38 ha come uniche vittime i pazienti con dolore cronico e i malati terminali”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *